Cessione del quinto dello stipendio: cos'è come funziona, quando conviene

La cessione del quinto dello stipendio è una tipologia di prestito personale, rivolto a lavoratori dipendenti e pensionati.

Non è necessaria una motivazione specifica per la richiesta del finanziamento e i motivi possono essere bisogni personali, come ad esempio, l’acquisto di un’auto, di una tv o semplicemente se si ha necessità di denaro liquido.

I vincoli di età non sono restringenti, ma la cessione del quinto prevede l’obbligo di un’assicurazione per perdita del lavoro o decesso del titolare che interviene a coprire le rate rimanenti.

Cessione del quinto dello stipendio: cos’è

 

La cessione del quinto dello stipendio è una forma di prestito attraverso il quale il contraente, finanziato da una banca o altro istituto finanziario non ha l'obbligo di provvedere in prima persona al pagamento della rata mensile, ma ci pensa il datore di lavoro.

Questa forma di prestito è pensata per i dipendenti statali, pubblici e privati, che in questo modo possono avere la possibilità di ottenere una somma in denaro pagando le rate con una trattenuta dalla busta paga ogni mese, attraverso il meccanismo della cessione del credito; qualora la banca concedesse la cessione, il datore di lavoro sarà obbligato a pagare la rata.

Ovviamente, ci sono dei requisiti da avere:

  • presenza di una retribuzione fissa e continuativa;
  • applicazione fino ad un massimo della quinta parte della retribuzione netta;
  • presenza di una copertura assicurativa obbligatoria.

Dunque, se non ci sono almeno queste tre condizioni minime, la cessione del quinto non potrà essere rilasciata.

Chi non può assolutamente ottenere questo tipo di finanziamento sono i lavoratori autonomi, i liberi professionisti e gli imprenditori, i dipendenti ma a tempo determinato, così come chi ha redditi derivanti da rendite finanziarie o immobiliari.

Uno dei vantaggi principali è la possibilità di potervi accedere anche in presenza di segnalazioni in blacklist.

 

Cessione del quinto per i pensionati: è possibile?

La cessione del quinto della pensione è un prestito che si può ottenere da una banca o da un altro istituto finanziario, rimborsabile attraverso un addebito automatico mensile che l'INPS effettua sulla sua pensione. Così come per gli stipendi, l’addebito supererà un quinto dell'importo mensile della pensione.

L’età massima per ottenere la cessione del quinto non deve essere superiore ai 90 anni al momento della scadenza del finanziamento e per alcune società anche 85 anni.

Quindi salvo i requisiti anagrafici, la cessione del quinto può essere chiesta da tutti i pensionati tranne da coloro che ricevono:

  • assegni e pensioni sociali;
  • invalidità civili;
  • assegni mensili per l’assistenza ai pensionati per inabilità;
  • assegni di sostegno al reddito;
  • assegni al nucleo familiare;
  • pensioni con contitolarità per la quota parte non di pertinenza del soggetto richiedente la cessione;
  • prestazioni di esodo ex art. 4, commi 1-7 ter, legge 28 giugno 2012, n. 92;
  • APE Sociale.

Per ottenere un prestito con cessione del quinto della pensione, si deve richiedere presso una qualsiasi sede INPS la comunicazione di cedibilità della pensione, un documento in cui viene indicato l'importo massimo della rata del prestito.

Il documento di cedibilità della pensione verrà poi consegnato alla banca con cui si andrà a stipulare il contratto. La sua durata non può superare dieci anni.

L’erogazione del prestito avverrà nel momento in cui la banca avrà notificato il contratto, dopo di che l'INPS provvede a versare la quota stabilita trattenendola direttamente dalla pensione.

Poiché il pensionato può cedere fino a un quinto della propria pensione, la rata dipende dall'importo della pensione stessa. L'importo cedibile è calcolato al netto delle trattenute fiscali e previdenziali.

I pensionati sono altamente tutelati dall’INPS. Infatti, l’istituto di previdenza verifica la presenza di alcune condizioni:

  • la banca o la società finanziaria devono possedere tutti i requisiti richiesti dalla legge;
  • il tasso applicato al prestito non deve essere superiore al tasso soglia anti-usura per gli intermediari finanziari accreditati o al tasso convenzionale stabilito, per la propria fascia di età, per il prestito erogato dagli intermediari finanziari convenzionati;
  • la rata prevista dal contratto non deve superare un quinto dell'importo cedibile della pensione;
  • nel contratto devono essere indicate tutte le spese (istruttoria, estinzione anticipata, premio assicurativo per premorienza, commissioni, interessi).

Cessione del quinto dello stipendio: cos’è

 

La cessione del quinto dello stipendio è una forma di prestito attraverso il quale il contraente, finanziato da una banca o altro istituto finanziario non ha l'obbligo di provvedere in prima persona al pagamento della rata mensile, ma ci pensa il datore di lavoro.

Questa forma di prestito è pensata per i dipendenti statali, pubblici e privati, che in questo modo possono avere la possibilità di ottenere una somma in denaro pagando Leggi di più

                 

Requisiti per la cessione del quinto

I requisiti richiesti ai lavoratori per accedere alla cessione del quinto sono:

  • contratto a tempo indeterminato;
  • residenza italiana;
  • età compresa tra 18 e 63 anni;
  • assicurabilità dell’azienda se si è dipendenti di un'azienda privata.

Invece, i documenti necessari sono:

  • codice fiscale/tessera sanitaria;
  • documento di identità valido;
  • certificato di stipendio/dichiarazione quota cedibile pensionati;
  • busta paga o cedolino della pensione (modello CUD o Obis M).

Da sapere che la somma massima del prestito viene stabilita sulla base dell’importo dello stipendio o della pensione. La durata del rimborso va da un minimo di 2 anni a un massimo di 10 anni.

La cessione del quinto può essere rifiutata a causa di condizioni che non riguardano esclusivamente il lavoratore o pensionato, ma anche sull’azienda per cui lavora. I motivi principali, dunque, sono molteplici.

La richiesta può essere respinta nel caso di mancata copertura assicurativa del lavoratore, una garanzia obbligatoria per la cessione del quinto: quindi, ricordate di sottoscriverne una.

La valutazione negativa dell’azienda per cui si lavora: bilancio aziendale negativo, ripetuti ritardi nel versamento delle quote di cessioni attive, altre situazioni che risultano non solvibili.

Realtà aziendale troppo piccola o di una start up.

Ci sono anche motivi non strettamente finanziari o burocratici. Nel caso di lavoratori, ad esempio, si tiene conto dello stato di salute del dipendente.

Per i pensionati vengono controllati sia lo stato di salute, sia l’età che non deve essere troppo avanzata (massimo 90 oppure per alcuni istituti già 85).

 

Cessione del quinto o anticipo del TFR: quale scegliere.

Oltre a ricorrere alla cessione del quinto dello stipendio, c’è la possibilità di estinguere il debito attraverso l’utilizzo del TFR, se è stato lasciato in azienda.

Il prestito erogato viene garantito dal TFR. Attenzione, però, in questo caso il dipendente non potrà chiedere la liquidazione. Un altro punto essenziale e molto importante è che senza il vincolo del trattamento di fine rapporto non può esserci la cessione del quinto.

Quando di può chiedere un anticipo sul Tfr? Per poterlo ottenere, il dipendete:

  • deve avere un’anzianità contributiva nella stessa azienda di almeno 8 anni;
  • può far richiesta al massimo del 70% della somma accantonata;
  • l’anticipo può essere richiesto una sola volta;
  • può richiederlo solo per spese urgenti (maternità, acquisto prima casa, etc), le quali devono essere documentate. A discrezione del datore del lavoro, può essere concesso anche per pagare i debiti.

 

Estinzione e rinegoziazione della cessione del quinto

Si può recedere dal contratto della cessione del quinto entro 14 giorni dalla data della firma inviando una comunicazione alla banca o istituto. Le modalità di comunicazione saranno già note al momento della stipula del contratto e per recedere non si deve dare alcuna motivazione.

Se nel frattempo si è ricevuto il prestito, è necessario restituire la somma ricevuta entro 30 giorni dalla comunicazione del recesso, pagando gli interessi maturati fino alla restituzione.

Attenzione, anche la banca o istituto di credito possono recedere, ma in questo caso la comunicazione al cliente deve avvenire con due mesi di preavviso.

 

Rinnovo cessione del quinto

È possibile rinnovare il prestito con la cessione del quinto, previo soddisfacimento di alcuni requisiti:

  • siano trascorsi almeno i 2/5 del piano di ammortamento, e si sia rimborsato almeno il 40% del prestito, ad esempio, se si ha un finanziamento che dura 10 anni, si può rinnovare soltanto dopo che sono passati quattro anni dalla prima rata.
  • si sia mantenuto il posto di lavoro in essere al momento della stipula del prestito;
  • la rata non sia superiore a un quinto dello stipendio.

Al momento del rinnovo, una parte del nuovo prestito andrà ad estinguere il vecchio finanziamento, mentre la restante parte costituirà il credito a disposizione del cliente.

Come avviene il rinnovo? È necessario richiedere l’estinzione del primo prestito ed essere a conoscenza di quanto ancora dovuto per oneri ed interessi e quanto, invece, spetta in termini di rimborso del premio non goduto.

Possono esserci dei limiti di età definiti dalle banche per il rinnovo ante termine della cessione del credito. In genere, è possibile rinnovare ante termine fino a 80 anni.

Le tempistiche per il nuovo prestito rinegoziato sono molto rapide rispetto ad una prima richiesta, quindi al di sotto delle 4 settimane alle volte anche solo 2 settimane.

 

Il prestito con cessione del quinto conviene? Vantaggi e svantaggi

Il prestito con la cessione del quinto può avere diversi vantaggi. 

Il costo è variabile e dipende da diversi fattori: gli interessi, le spese di istruttoria, le spese di incasso rata, il costo di comunicazione, le imposte e la copertura assicurativa obbligatoria. Esso dipende anche:

  • dalla somma erogata;
  • dall'andamento dei tassi di interesse;
  • dalle spese per il pagamento delle rate;
  • dalle spese assicurative.

Infine, per valutare il costo complessivo del finanziamento è importante fare attenzione al TAEG, il tasso annuo effettivo globale.

Un altro vantaggio della cessione del quinto è l’incidenza massima della rata in relazione alla retribuzione, perché la rata è:

  • è applicabile esclusivamente sulla retribuzione netta;
  • viene calcolato in relazione al pagamento delle rate e quindi riportato su 12 mensilità;
  • deve essere basato su elementi continuativi della retribuzione, pertanto non si possono considerare voci come straordinari, benefit, premi di produzione, una tantum.

La cessione del quinto del Banco di Sardegna

Banco di Sardegna offre una sua personale soluzione per la cessione del quinto.

Una forma di finanziamento agevole e senza rischi che permette di ottenere un prestito garantito dalla basta paga o pensione. La rata, fissa per tutta la durata del tempo, sarà proporzionale al proprio stipendio e il massimo di restituzione della somma è di 10 anni. Oltre essere lavoratori a tempo indeterminato, la condizione inevitabile per ottenere il prestito con la cessione del quinto è avere una polizza assicurativa. 

La cessione del quinto del Banco di Sardegna

Banco di Sardegna offre una sua personale soluzione per la cessione del quinto.

Una forma di finanziamento agevole e senza rischi che permette di ottenere un prestito garantito dalla basta paga o pensione. La rata, fissa per tutta la durata del tempo, sarà proporzionale al proprio stipendio e il massimo di restituzione della somma è di 10 anni. Oltre essere lavoratori a tempo indete Leggi di più

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La somma è erogata da Bibanca che si avvale sia delle Banche del Gruppo BPER Banca, che degli Agenti monomandatari per l'attività di promozione dei finanziamenti. La Banca si riserva di poter effettuare modifiche unilaterali delle condizioni (ai sensi dell’Art. 118 T.U.B.).