Gli interessi passivi sul mutuo rappresentano una somma di denaro da corrispondere alla banca dopo aver sottoscritto un contratto di mutuo e vengono riportati all’interno del piano di ammortamento del proprio mutuo. Di seguito analizzeremo in cosa consistono gli interessi passivi, come vengono calcolati e quando possono essere portati in detrazione.

 

 

Cosa sono gli interessi passivi del mutuo e come si calcolano 

 

Gli interessi passivi sul mutuo sono gli interessi da versare alla banca una volta sottoscritto un contratto di mutuo. Rappresentano per il debitore un costo da versare all’istituto che ha erogato il mutuo, mentre per il creditore/banca vengono considerati come remunerazione per aver concesso in prestito una somma di denaro.
L’importo degli interessi passivi è direttamente proporzionale all'ammontare del capitale concesso, al tasso percentuale e al tempo di disponibilità del denaro.
In linea generale gli interessi sul capitale aumentano all’aumentare degli anni necessari per la restituzione del prestito.

Due sono i fattori che influenzano gli interessi passivi sul mutuo: 
-    TAN (l’ammontare degli interessi da restituire alla banca) 
-    TAEG (Tasso Annuo effettivo Globale, incorpora tutte quelle spese aggiuntive che vanno a comporre un mutuo)

Nel calcolo degli interessi del mutuo ci si riferisce al TAN, ovvero il tasso di interesse puro applicato alla quota capitale. Il TAN può essere determinato in genere in misura fissa o variabile.

 

 

Come si calcolano gli interessi passivi?

 

Il calcolo interessi sul mutuo su base annua avviene con una semplice formula matematica: 

[capitale prestato] x [tasso annuo nominale] x [durata del mutuo in giorni] / 365. 

Per calcolare, invece, gli interessi sulla singola rata, la formula da applicare è la seguente: 

R=(1+1/{(1+i/12)^n–1})*i/12*M 

in cui 

  • (i) rappresenta il tasso di interesse annuo;
  • (n) è il numero di rate mensili da pagare;
  • (M) corrisponde all'importo del mutuo.

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Calcolo degli interessi nel mutuo alla francese e all’italiana

 

Il mutuo più diffuso in Italia è quello con ammortamento “alla francese” e prevede rate costanti nel tempo ma con una composizione diversa. Le rate iniziali saranno composte per lo più da interessi passivi, mentre, col tempo, diventa prevalente la quota di capitale.

Per calcolare gli interessi di ogni rata è sufficiente usare la seguente formula:

Interessi passivi = Capitale residuo x Tasso di interesse annuo / Numero di rate annue

Anche per il calcolo degli interessi passivi con ammortamento “all’italiana” la formula è la stessa, ciò che cambia è la composizione delle rate: la rata infatti cambia nel tempo, mentre la quota di capitale rimane costante.

In caso di sottoscrizione di contratto di mutuo per acquistare la prima casa, come si calcolano gli interessi passivi? Il calcolo degli interessi passivi segue la formula classica (su base annuale: capitale prestato x tasso annuo nominale x durata del mutuo in giorni / 365) però la normativa fiscale permette la detrazione di parte degli interessi passivi sul mutuo (spetta una detrazione Irpef pari al 19% degli interessi passivi e relativi oneri accessori su un importo massimo di 4.000 euro). 

Per calcolare la detrazione del 19% basterà dividere la somma degli interessi per 100, moltiplicando quanto ottenuto per 19.

 

 

Dove trovo gli interessi passivi del mutuo? Come richiedere la certificazione

 

La certificazione sugli interessi passivi del mutuo è un documento utile da presentare per la detrazione IRPEF degli interessi passivi del mutuo.

La certificazione contiene:
-    informazioni sull’importo mutuato 
-    sul tipo di mutuo scelto 
-    sulla data del mutuo 
-    sul dettaglio degli interessi pagati nel corso dell’anno 
-    sul saldo del capitale al 31 dicembre.

Di solito la certificazione viene inviata dalla banca oppure è scaricabile sul sito della banca stessa, accedendo all’area clienti di Banco di Sardegna tramite app o sito web.

 

 

Guida alla detrazione degli interessi passivi del mutuo sul 730

 

Gli interessi del mutuo possono essere portati in detrazione con il modello 730. Scopriamo di seguito in quali casi è possibile portare in detrazione tali interessi.

 

 

Detrazione degli interessi del mutuo nel modello 730 per l’abitazione principale (nella quale il contribuente o i suoi familiari dimorano abitualmente)

 

Sul mutuo stipulato per l’acquisto dell’abitazione principale è possibile portare in detrazione gli interessi passivi corrisposti nel limite massimo di 4.000 euro, beneficiando di un rimborso IRPEF pari al 19% della spesa sostenuta.

Il diritto alla detrazione degli interessi del mutuo è subordinato alle seguenti condizioni:
-    l’immobile deve essere adibito ad abitazione principale entro un anno dall’acquisto
-    L’acquisto deve essere stato concluso nell’anno antecedente o in quello successivo al mutuo

Se il mutuo è intestato a più persone, la somma di 4.000 euro è da intendersi complessiva.

Fanno eccezione i contratti di mutuo stipulati prima dell’anno 1993, per i quali la detrazione spetta su un importo massimo di 4.000,00 euro per ogni intestatario, a patto però che l’abitazione sia stata adibita ad abitazione principale alla data dell’8 dicembre 1993 e che, nella rimanente parte dell’anno e negli anni successivi, il contribuente non abbia variato l’abitazione principale per motivi diversi da quelli di lavoro.

 

 

Detrazione degli interessi del mutuo nel modello 730 per immobili in fase di ristrutturazione edilizia e immobili in affitto

 

•    se l’immobile acquistato è sottoposto a ristrutturazione edilizia, la detrazione spetta dalla data in cui viene adibito ad abitazione principale, purché questo avvenga sempre entro due anni
•    se è stato acquistato un immobile locato, la detrazione spetta, a partire dalla prima rata di mutuo corrisposta, a condizione che entro tre mesi dall’acquisto, l’acquirente notifichi al locatario l’intimazione di sfratto per finita locazione e che entro un anno dal rilascio l’abitazione venga adibita ad abitazione principale


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